È il Natale del 1940 e la neve scende copiosa su Roma. Un uomo anziano si aggira solitario sul Pincio, in attesa di qualcuno che tarda ad arrivare. Per ingannare la noia o forse sgravarsi di un segreto, si rivolge a un uditorio muto. Seduto su una panchina, incurante del maltempo e del gelo, inizia a raccontare alle statue del parco i fatti incredibili della sua vita, segnata dall’avventura e dai prodigi. Si snoda una vicenda straordinaria fin dal giorno in cui venne al mondo, nel 1694. L’uomo, infatti, ha 246 anni, un’età inverosimile raggiunta grazie al fatto che ha saputo arrestare il proprio invecchiamento. Confessa di avere “navigato per tre secoli sulle acque impetuose della storia“.